E ho seguito la mia testa, prendo decisioni per me e poi chiedo agli altri, si è vero, ma chiedo pareri, non decisioni.
Non chiedo di scegliere se verniciare o no una parete, ma magari come è meglio farlo.Il che è diverso. Ho agito, sapendo che era giusto così per me, seguito il mio istinto, anche se non avevo sostegni, non ne ho bisogno per stare in piedi e camminare.
So camminare anche da sola.
Semplice no!!??!
Già dopo che realizzi di esserne capace è semplice, quasi scontato se lo dici ad altri. Come quando ti accorgi di avere le ali ma non hai mai volato, così ti accorgi di avere le gambe e di poter camminare senza appoggiarti agli altri.
Ma prima devi camminare e poi, puoi iniziare a volare.
Un passo alla volta.
E da accasciata a terra, nella profondità della tua tristezza, insicurezza e sfiducia, inizi a voltare lo sguardo, spostandolo da terra, dal basso, a ciò che c’è davanti a te.
Poi ci pensi e noti che hai due gambe e braccia, ti metti a sedere e già vedi il suolo da un altro punto di vista, piu’ lontano, meno grande e disteso, piu’ percorribile e a tua misura.
Poi ti rendi conto che se ti alzi in piedi puoi vedere di piu’ ciò che ti circonda, puoi iniziare a guardare l’orizzonte.
E ti alzi, giri la testa intorno a te, torna o nasce, quella curiosità di vedere oltre, di chiederti ma se ho visto tutto questo solo alzandomi, quanto posso vedere se cammino?
E tutto ciò che sembrava sostenerti, quelle stampelle o gabbia e sbarre, limiti, muri che ti eri costruito per difesa, che pensavi utili, anzi persino indispensabili per te, per sopravvivere, non ti servono piu’ perchè ti accorgi di voler iniziare a Vivere.
Perchè guardando il tuo volto in lacrime davanti allo specchio ti urli in faccia che non meriti di stare male, che puoi stare bene, che l’autrice di quel dolore e la responsabile della tua felicità e vita sei solo tu, lo sei sempre stata, ma era piu’ semplice coprire quello specchio, con scuse, facendo sacrifici e rinuncie alla tua libertà, rinuncie che in realtà facevi di buon grado perchè era piu’ semplice,
piu’ semplice rifugiarsi nel fare rinuncie per gli altri, amare gli altri, volere il loro bene e sorrisi, e sentirsi bene con la loro felicità piu’ che con la tua.
E così diventi un’ombra, l’ombra dell’altro, l’ombra di ciò che eri, un’ombra che non può esistere senza il proprio corpo, ma quel corpo ormai è l’altro, tu gli hai affidato te stesssa completamente senza che ti fosse chiesto, ed ora nn distingui piu te da lui.
Hai messo nelle mani dell’altro la tua vita senza che l’altro lo chiedesse.
Ti sei legata a lui diventando la sua ombra.
Ma quando l’altro se ne va, quando realizza che essendo una persona vuole stare con un’altra persona e non con una semplice e sbiadita versione di essa,
allora tu, sua ombra,
tu che hai rinunciato alla tua individualità per il bene della coppia,
tu che senza che te lo chiedesse ti sei tolta i tuoi spazi per condividerli con lui.
Tu sei un’ombra riflessa sull’asfalto da quel sole che brucia e inizia a ferirti.
Tu sei riversa sull’asfalto e invece il tuo corpo, Lui, è in piedi, non si è mai privato della propria individualità.
Quel sole illumina la faccia della persona che ami e tu su quell’asfalto osservi, inizi a renderti conto che ti manca il calore del sole sul viso.
Tra te ombra e quel corpo a cui sei legata e da cui dipendi, ormai non ci sono piu’ sentimenti, lui sente il calore della vita e tu vi hai rinunciato per diventare ombra.
Ombra, fievole versione di quello che eri e provavi, debole individuo ormai inestricabilmente legato a quel corpo proprio grazie a quel sole che ti illuminava, riscaldava, ti rendeva consapevole di vivere ed entusiasta della vita, quel sole che forse potrai chiamare anche amore.
E quel sole ora ti blocca lì sull’asfalto, e tu non riesci a rialzarti dalla posizione che ti sei scelta.
L’altro inizia a volersi staccare dalla sua ombra per potersi avvicinare al sole, per camminarvi incontro insieme con un altro corpo, individualità, mano nella mano, brividi di vita che incontrano brividi di vita e lui si stacca da te sua ombra.
Quel sole che vi univa e faceva stare bene,
quel sole che tu hai scelto ti gettasse sull’asfalto unendoti a lui solo come sua ombra,
quel sole ora ti acceca, ti ferisce gli occhi, ti ritrovi nuovamente padrona del tuo corpo giacente su quella grigia parte del mondo.
E sei lì, stesa, inerme, incapace di capire cosa fare di un corpo che non volevi piu’, che avevi abbandonato, della tua personalità, unicità, individualità, lasciate da qualche parte nel mondo che ti circonda.
E poi quel sole cambia.
Togli lo sguardo dall’asfalto, c’è del verde piu’ avanti, affronti in faccia quel sole, ed esso sta cambiando, non ti ferisce piu’, inizia a riscaldarti, quel sentimento di amore per l’altro aveva sostituito un amore per te stessa, per il tuo essere unica, forte ma sensibile, fragile ma dura, intimorita e disillusa, ma rivolta verso i desideri, i sogni e il voler riprovare, il volerti innamorare di nuovo.
Ma lo sai, la consapevolezza ti avvolge, inizi a sorridere dentro di te, lo comprendi: solo quando ti sarai di nuovo innamorata di te potrai farlo anche con un altra persona.
E sai che stavolta sarà un sentimento, una condivisione di vita tra due persone che guarderanno a quel sole e avanzeranno verso di esso insieme passo per passo, alla pari, mano nella mano, ognuno con il proprio sole e avanzando verso un secondo sole che appartiene ad entrambi, un sole che condividete, che illumina entrambi e non ferisce nessuno dei due, non getta nessuno per terra riverso su un grigio mondo.
E non puoi che sorridere quando realizzi quanto hai sofferto per capire,
quanto hai sofferto per stare bene,
quanto solo piangendo, urlando rabbiosamente verso la tua immagine su quello specchio,
solo dicendoti che unicamente tu ci tavi male, che a nessuno cambiava niente se tu stavi male o no, che l’unica differenza la facevi a te stessa, che l’unica che poteva fare la differenza nella tua vita sei te stessa,
ecco allora sorridi perchè ti sei alzata, perchè stai camminando senza bisogno di nessuno, perchè ora puoi addirittura non solo camminare, ma anche volare, perchè hai la forza per sostenere la realtà della vita ma anche la leggerezza di quel sorriso pazzo di un ingenua sognatrice pronta a provare, a lottare per i propri sogni, pronta a battersi per sè stesssa ormai conoscendo il proprio valore.
E guardando quell’asfalto sotto di te ti ricorderai che stai volando e non potrai che volare ancora piu’ in alto, perche è proprio quell’asfalto ad averti dato la spinta per risalire, proprio quel dolore ti ha ricordato quanto tu puoi stare bene, ma sta solo a te decidere di voler stare bene, sentire di meritare di stare bene, solo a te.
E saprai che se avevi la forza di soffrire e sopportare tutto quel dolore, allora sei forte anche per stare bene…ma devi volerlo,devi decidere tu, perchè a volte è piu’ comodo stare male e farsi circondare da attenzioni,lamentarsi…piuttosto che cercare di capire come è potuto succedere,
piuttosto che cercare di riprendere i fili della tua vita dove li avevi lasciati e tornare a tirare tu le briglie…

E a volte solo nel momento piu’ estremo, nel momento in cui sei piu’ distrutta e persa, sola e delusa ecco che scopri quanta forza hai in realtà.
L’hai sempre avuta…solo che era nascosta, era soppressa o semplicemente tu stessa ne avevi paura perchè era un lato di te che non conoscevi.
gennaio 2012