E poco importa chi sei o chi eri,

quale aggettivo usavi per descriverti o a quale tu creda di appartenere…

tutto si concentra in quel momento che dura ore, giorni, mesi se si è capaci di mantenere quella sensazione…

quell’emozione infinita del divenire, dell’essere in potenza tutto e niente,

quella libertà di appartenere a ciò che si vuole, di essere ciò che noi scegliamo…tra le numerose versioni di noi che abbiamo, scegliere tra le carte quale di esse ci rappresenta di più in questo gioco di ruoli sociali…

quell’infinita spirale del divenire ed essere in potenza…il non appartenere ad una cultura precisa ma a tutte, di poter scegliere di quale lingua e cultura fare parte… il poter essere tutto…

quell’emozione carica di aspettativa ed ansia prima di tuffarsi,

quel respiro prima di buttarsi nelle profondità degli altri alla ricerca di sè stessi…

quell’esitazione così promettente e spaventosa che si mostra prima di prendere una decisione che potrebbe cambiarci definitivamente ma che in realtà avevamo già preso da tempo,

quell è solo il momento in cui prenderne coscienza di fronte ad altri, l’avere testimoni che il sogno, illusione, fantasticheria non sarà mai più solo tale… metterà radici nella realtà attorno a noi…

Quel sentirsi appartenente a tutte, tutte le culture e lingue…quel momento del divenire, del poter esser tutto, perchè noi siamo esseri in continuo divenire…

continuo divenire… continuo conoscere parte di sè nascoste senza esserne veramente coscienti.. l’essere già in potenza ciò che vorremmo senza rendercene conto…

avere quella forza tanto agognata che in realtà c’è sempre stata, ma nascosta dietro al niente della nostro timore e vergogna…

ed è cosi che con quella continua sensazione di poter essere e continuamente divenire, evolvere e conoscere, incontrare nuove culture e lingue, parlarle e conoscere, scoprendo cosi un pezzetto di noi ogni volta…

Perché la condivisone e la curiosità sono la chiave, sono ciò che ci rende vivi e ci donano un sorriso che si sparge e diffonde…

E fare un aperitivo con inglesi, americani, spagnoli, italiani, irlandesi e tutto ciò che può essere immaginabile solamente parlando l’inglese e francese a stento, ecco ti sfugge quel sorriso…

perchè niente è deciso, niente è determinato per sempre, tutto dipende dalla grande responsabilità del nostro essere e edella nostra felicità che non può essere ceduta ad altri, non può essere  abbandonata  perchè ci segue, è in noi…

è con quella sensazione di continua curiosità verso gli altri, come per me, con quella continua voglia di parlare, senza che la grammatica sia un ostacolo, che tutto è possibile, niente determinato e tutto i divenire,

come me… e non potrei augurarmi di meglio…ora a Bordeaux come ovunque…

e io respiro e sorrido…e poco importa se nessuno ne capisce la ragione…

lo proveranno a loro tempo, spero per loro….

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Shadow of a late afternoon

Walk alone in the shadow of a late afternoon,
move your arms and your legs, weightless and relaxed, lost in space,
staring the invisible emptiness you feel…

Slowly stop, stand there, unable to go on,
stop in the middle of that flat, washed, square so crowded and alive,
smell the falling drops of the rain and look around, to spot that homeless playing from somewhere an old french song…

Hold with both your hand, tied in a hug, your warm cappuccino in that take away paper cup and look at the sky,
that gloomy, pink grey slice of vanishing cloud,

and with the company of that warm hug, old song and busy strangers…
walk again, wearing a smile and wide open eyes, looking at what will come

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Open eyes

It’s a new day,
also if foggy…the sun is there, you can feel it,
is hidden,
but is there… you know it

Everyday is a new day,
but only sometimes we realise it, when we are ready to see it…

and sometimes the best way to come back home is leaving it and look at it
from outside…

and sometimes the best way to know yourself is walking on a street full of strangers,
Lost in your thoughts…

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Simply…


Simply…

stay with people that loves you for who you are,

not for the job you do, not for what you like, not for what you can do or give to them,

just for what you believe, for what you trust be right, for what you stand for,
because what makes you happy make them happy too,
because you have in common to live without envy or lies between each others,
because they wish the best for you, also if this means to see you go far away,

a spontaneous and free wish that you will find what you are looking for, what makes you wake up every day simply smiling.

Surround you only by those people and you will feel the difference,

a society that doesn’t look at you because of what you are wearing or doing,
but for the smile that you have while you are doing it, that’s all, not a so complicated concept,
but very hard to find in certain societies.

I found that in Oz and i miss it,
is difficult live just remembering it without feeling it around you.

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playing like kids

tumblr_lkjchvmWP41qcudd4_large_largeTenendo il nasino all’insù,
io da sola quaggiù,
mirando quel cielo inquinato,
così rosato, così stregato…

Pulendo degli occhiali le lenti,
per veder più lontano,
per volar con lo sguardo,
seguendo il vento,
la brezza umida di un inverno in arrivo.

In attesa, che il primo fiocco mi risvegli

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Irrequietezza d’espressione


Arte, è ciò che ti entusiasma, è ciò che anche se non conosci, riconosci.
Riconosci per le sensazioni che ti dà,
per quello stimolo a creare e fare immediatamente,
qualsiasi cosa pur di esprimere questo momento, per far scaturire e realizzare quell’irrequietezza dalle tue mani,
per ritrovare la pace nella tua mente,
per ritrovare la calma soddisfatta di aver fatto da tramite tra quell’irrequietezza dentro di te di fare e quell’oggetto davanti a te realizzato.

Non sapevi cosa sarebbe stato, non era programmato,
come non sapevi che avresti visto quell’opera che ti ha travolto nei pensieri, scatenato entusiasmo e incantato stupore tale da non farti più essere educato finchè non esprimevi te stesso,
finchè non esprimevi quell’irrequieta voglia di vivere,
quell’entusiasmo e gratitudine per avere un corpo che permetta di esprimere
le tue emozioni.

 

June 2012

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Incontri

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Occhiali scuri, come il viso, come quell’espressione arcigna e nervosa.
Evidentemente una brutta giornata o semplicemente le cose non ti vanno come vuoi.
Inquadri gli altri attorno a te e te ne stai composta nel sedile, stringendoti nel tuo spazio quadrato delimitato da spalliera, tavolino, finestrino e bracciolo.
Decisamente una persona che non ne ha di parlare con gli altri o fare la loro conoscenza o scambiare un timido sorriso alla persona che sta viaggiando vicino a te.
Viaggio di lavoro, non di certo di piacere, non di certo alla scoperta di sè, non di certo scrutando serenamente il paesaggio fuori dal finestrino cogliendone la varietà e la bellezza della nascente primavera.

In silenzio, ti scruti intorno pensierosa, ma ecco che sale alla fermata dopo un uomo, lo accogli con sorrisi e cortesia. “Vieni a sederti qui che così sei più comodo, allora come stai?”
Dovrà scendere a Parma e da Bologna non dura molto il viaggio…meno di metà del tragitto che tu, invece, dovrai fare, fino a Milano.

Completamente diversa, letteralmente solare, sicura, serena, contenta, dal sorriso facile e curiosa di parlare con quest’uomo.

Quanto una persona può cambiare quando ne incontra un’altra.
E quanto possiamo sbagliarci nel giudicare una persona solo dal comportamento e apparenza, sentendola parlare e vedendola così aperta agli altri evidentemente era solo nervosa.

Arriviamo a Parma, lui scende.

Un’ombra ti riavvolge il viso e torni a chiuderti in te stessa.
Piacenza: una ragazza rischia di non riuscire a scendere in tempo alla stazione prima che il treno riparta, evidentemente si era assopita e si è svegliata  di colpo accorgendosi che quella era la sua fermata.
Scende correndo ma ha lasciato una valigia dietro di sè e una borsetta.
Un uomo parlava contento e sollevato di sentire quella voce per lui importante e che gli illuminava la giornata, riattacca velocemente e si offre di aiutarla a recuperare i bagagli mentre lei tiene aperta la porta del vagone per non far partire il treno con le sue valigie.
L’uomo corre a prendere la valigia e borsa ma per sbaglio va nella fila di sedili prima e sta per prendere la tua borsa.
Tu urli e chiedi che vuole, non capisci cos’è questa confusione, se fosse per te quella ragazza potrebbe arrangiarsi, è una pazza!!!

L’uomo si scusa e prende la borsa giusta nel sedile dietro.
Tu non ti scomponi e mantieni quel viso severo per tutto il resto del viaggio.

Decisamente non mi ero sbagliata sul fatto che tu sei una persona che non mi fa piacere conoscere.

February 2012

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Stop to fell sorry for yourself

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E ho seguito la mia testa, prendo decisioni per me e poi chiedo agli altri, si è vero, ma chiedo pareri, non decisioni.

Non chiedo di scegliere se verniciare o no una parete, ma magari come è meglio farlo.Il che è diverso. Ho agito, sapendo che era giusto così per me, seguito il mio istinto, anche se non avevo sostegni, non ne ho bisogno per stare in piedi e camminare.

So camminare anche da sola.

Semplice no!!??!

Già dopo che realizzi di esserne capace è semplice, quasi scontato se lo dici ad altri. Come quando ti accorgi di avere le ali ma non hai mai volato, così ti accorgi di avere le gambe e di poter camminare senza appoggiarti agli altri.
Ma prima devi camminare e poi, puoi iniziare a volare.
Un passo alla volta.
E da accasciata a terra, nella profondità della tua tristezza, insicurezza e sfiducia, inizi a voltare lo sguardo, spostandolo da terra, dal basso, a ciò che c’è davanti a te.
Poi ci pensi e noti che hai due gambe e braccia, ti metti a sedere e già vedi il suolo da un altro punto di vista, piu’ lontano, meno grande e disteso, piu’ percorribile e a tua misura.

Poi ti rendi conto che se ti alzi in piedi puoi vedere di piu’ ciò che ti circonda, puoi iniziare a guardare l’orizzonte.
E ti alzi, giri la testa intorno a te, torna o nasce, quella curiosità di vedere oltre, di chiederti ma se ho visto tutto questo solo alzandomi, quanto posso vedere se cammino?
E tutto ciò che sembrava sostenerti, quelle stampelle o gabbia e sbarre, limiti, muri che ti eri costruito per difesa, che pensavi utili, anzi persino indispensabili per te, per sopravvivere, non ti servono piu’ perchè ti accorgi di voler iniziare a Vivere.
Perchè guardando il tuo volto in lacrime davanti allo specchio ti urli in faccia che non meriti di stare male, che puoi stare bene, che l’autrice di quel dolore e la responsabile della tua felicità e vita sei solo tu, lo sei sempre stata, ma era piu’ semplice coprire quello specchio, con scuse, facendo sacrifici e rinuncie alla tua libertà, rinuncie che in realtà facevi di buon grado perchè era piu’ semplice,
piu’ semplice rifugiarsi nel fare rinuncie per gli altri, amare gli altri, volere il loro bene e sorrisi, e sentirsi bene con la loro felicità piu’ che con la tua.

E così diventi un’ombra, l’ombra dell’altro, l’ombra di ciò che eri, un’ombra che non può esistere senza il proprio corpo, ma quel corpo ormai è l’altro, tu gli hai affidato te stesssa completamente senza che ti fosse chiesto, ed ora nn distingui piu te da lui.

Hai messo nelle mani dell’altro la tua vita senza che l’altro lo chiedesse.

Ti sei legata a lui diventando la sua ombra.

Ma quando l’altro se ne va, quando realizza che essendo una persona vuole stare con un’altra persona e non con una semplice e sbiadita versione di essa,
allora tu, sua ombra,
tu che hai rinunciato alla tua individualità per il bene della coppia,
tu che senza che te lo chiedesse ti sei tolta i tuoi spazi per condividerli con lui.
Tu sei un’ombra riflessa sull’asfalto da quel sole che brucia e inizia a ferirti.
Tu sei riversa sull’asfalto e invece il tuo corpo, Lui, è in piedi, non si è mai privato della propria individualità.

Quel sole illumina la faccia della persona che ami e tu su quell’asfalto osservi,  inizi a renderti conto che ti manca il calore del sole sul viso.
Tra te ombra e quel corpo a cui sei legata e da cui dipendi, ormai non ci sono piu’ sentimenti, lui sente il calore della vita e tu vi hai rinunciato per diventare ombra.

Ombra, fievole versione di quello che eri e provavi, debole individuo ormai inestricabilmente legato a quel corpo proprio grazie a quel sole che ti illuminava, riscaldava, ti rendeva consapevole di vivere ed entusiasta della vita, quel sole che forse potrai chiamare anche amore.
E quel sole ora ti blocca lì sull’asfalto, e tu non riesci a rialzarti dalla posizione che ti sei scelta.

L’altro inizia a volersi staccare dalla sua ombra per potersi avvicinare al sole, per camminarvi incontro insieme con un altro corpo, individualità, mano nella mano, brividi di vita che incontrano brividi di vita e lui si stacca da te sua ombra.

Quel sole che vi univa e faceva stare bene,
quel sole che tu hai scelto ti gettasse sull’asfalto unendoti a lui solo come sua ombra,
quel sole ora ti acceca, ti ferisce gli occhi, ti ritrovi nuovamente padrona del tuo corpo giacente su quella grigia parte del mondo.
E sei lì, stesa, inerme, incapace di capire cosa fare di un corpo che non volevi piu’, che avevi abbandonato, della tua personalità, unicità, individualità, lasciate da qualche parte nel mondo che ti circonda.

E poi quel sole cambia.

Togli lo sguardo dall’asfalto, c’è del verde piu’ avanti, affronti in faccia quel sole, ed esso sta cambiando, non ti ferisce piu’, inizia a riscaldarti, quel sentimento di amore per l’altro aveva sostituito un amore per te stessa, per il tuo essere unica, forte ma sensibile, fragile ma dura, intimorita e disillusa, ma rivolta verso i desideri, i sogni e il voler riprovare, il volerti innamorare di nuovo.
Ma lo sai, la consapevolezza ti avvolge, inizi a sorridere dentro di te, lo comprendi: solo quando ti sarai di nuovo innamorata di te potrai farlo anche con un altra persona.

E sai che stavolta sarà un sentimento, una condivisione di vita tra due persone che guarderanno a quel sole e avanzeranno verso di esso insieme passo per passo, alla pari, mano nella mano, ognuno con il proprio sole e avanzando verso un secondo sole che appartiene ad entrambi, un sole che condividete, che illumina entrambi e non ferisce nessuno dei due, non getta nessuno per terra riverso su un grigio mondo.

E non puoi che sorridere quando realizzi quanto hai sofferto per capire,

quanto hai sofferto per stare bene,

quanto solo piangendo, urlando rabbiosamente verso la tua immagine su quello specchio,

solo dicendoti che unicamente tu ci tavi male, che a nessuno cambiava niente se tu stavi male o no, che l’unica differenza la facevi a te stessa, che l’unica che poteva fare la differenza nella tua vita sei te stessa,

ecco allora sorridi perchè ti sei alzata, perchè stai camminando senza bisogno di nessuno, perchè ora puoi addirittura non solo camminare, ma anche volare, perchè hai la forza per sostenere la realtà della vita ma anche la leggerezza di quel sorriso pazzo di un ingenua sognatrice pronta a provare, a lottare per i propri sogni, pronta a battersi per sè stesssa ormai conoscendo il proprio valore.

E guardando quell’asfalto sotto di te ti ricorderai che stai volando e non potrai che volare ancora piu’ in alto, perche è proprio quell’asfalto ad averti dato la spinta per risalire, proprio quel dolore ti ha ricordato quanto tu puoi stare bene, ma sta solo a te decidere di voler stare bene, sentire di meritare di stare bene, solo a te.

E saprai che se avevi la forza di soffrire e sopportare tutto quel dolore, allora sei forte anche per stare bene…ma devi volerlo,devi decidere tu, perchè a volte è piu’ comodo stare male e farsi circondare da attenzioni,lamentarsi…piuttosto che cercare di capire come è potuto succedere,
piuttosto che cercare di riprendere i fili della tua vita dove li avevi lasciati e tornare a tirare tu le briglie…

E a volte solo nel momento piu’ estremo, nel momento in cui sei piu’ distrutta e persa, sola e delusa ecco che scopri quanta forza hai in realtà.
L’hai sempre avuta…solo che era nascosta, era soppressa o semplicemente tu stessa ne avevi paura perchè era un lato di te che non conoscevi.

gennaio 2012

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Nessuno ti guarda


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Nessuno ti guarda,
you are alone,
alone with yourself,
somebody that know you
better than anybody else,
better than you can even expect,

you, you and your soul,
you and your history written on your body,
visible just for you,
you are already naked,
don’t waste time doing what other people tell you or expect
from you, what society is expecting
from people,

look at yourself, you are alone,
you are already naked, don’t think you have something to loose,
the best company and suggestion are inside you.

You are scared,
well…everybody it is, but
you will be more scared if you will look back at your past and
realise that you didn’t follow your
instinct and mind.
Nothing is a waste of time or energy
if you choose to do it
for you.

Don’t be scared to live,
it should be an adventure,
you can discover so much around you,
Don’t be stuck because of the idea of being a great person that all the world will remember.
It is most important be happy.
And you will see,
the sensation will spread all around you and it will get better and better!

june 2012

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Stand up and walk

Stand up and walk,
walking…
walking into the night,
walking, surrounded from the city’s lights,
walking, facing the cold and fresh wind,
walking, feeling its gentle touch on your skin,
walking, listening the sound of the wind playing with the leaves of trees,
walking, hearing the sound of the water going down silently and slowly in that small river of a big town, or from that fountain in a small house’s garden. 

Walking, and suddenly staring the blue sky, smelling the rain coming.
Wait the first drop on your tongue, followed from the others lively playmates,

Walking, until your mind is clear,
walking, until your body is ready to relax,
walking, until you feel the wheightless of your feet,
walking, until you are ready to smile to the new coming day,
walking, until you are ready to dream, again.

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